Piacere Russo

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Potrei morire di te

«Puoi aver fatto cose atroci, me ne rendo conto»gli confessò. «Lo sapevo dal primo momento che ti ho visto.» «E?» continuò lui con quella parola strozzata.«E ho deciso che la morale passa in secondo piano, perché al primo posto ci sei stato improvvisamente tu.»

«Qualcosa non va?» gli domandò, non per impicciarsi in cose che non la riguardavano, ma solo per offrirgli consolazione nel caso gli fosse tornata utile. «Non riuscivo a smettere di pensarti» bisbigliò Mr Ghiaccio.

Si comportava da animale, ma tentava di mantenere una parvenza di educazione comportandosi alle volte in maniera civile.

Per lui avrebbe dannato la sua anima, superato i limiti del bene e del male. E in fondo quello era il vero amore.

Stentava a riconoscere se stessa, e non sarebbe riuscita a spiegare agli altri la realtà dei suoi sentimenti senza venire giudicata. Non poteva neanche farlo con se stessa: aveva paura di ciò che avrebbe potuto scoprire se avesse sondato il suo cuore.

Era irrimediabilmente pazzo, ma irresistibile.

Lei era una donna possessiva, non l’avrebbe diviso con altre, ed era giusto che lui pretendesse lo stesso.

“Svegliati” rifletté. “Selene, questo non è un sogno. Prima o poi la realtà ti colpirà e allora ti pentirai di questa speranza che senti nascere dentro.”

«Mi sei mancato» gli confidò. «Non volevo affatto scappare.» «Dio, meriteresti una punizione esemplare» la sgridò. «Pensavo di averti persa.»

“Vorrei essere il tuo sogno” confabulò prima di scivolare nel sonno. «Già lo sei e stento a credere che sia la realtà.»

Selene amava essere franca con lui, ma se voleva essere sincera, doveva ammettere che erano state le emozioni a guidarla e non la ragione.

Si aggrappava alle poche speranze che aveva per riuscire a coltivare la propria speranza di un futuro con lui.

Ormai si era scoperto con lei, non era gelido come dava a vedere. Era pieno di sentimenti, capace di emozioni…non poteva tornare a essere l’uomo di ghiaccio.


Vorrei vivere di te

«Vorrei vivere di te, piccola luna, dei tuoi sorrisi e dei tuoi sospiri, delle tue lacrime, ma soprattutto delle tue risate. Non so amare, ma questo non significa che io non ti ami, vuol dire che tu mi insegnerai a farlo. Sei la persona per cui darei la mia stessa vita. Spero basti per ripagarti di ciò che mi dai.»

«Dimmi che mi ami» le intimò. “Ti amo, ti amo” gli disse milioni di volte ma non aveva voce per farlo partecipe del suo pensiero.

L’amore aveva effetti devastanti sulle persone, pensò lei, riusciva a far fare agli uomini le azioni più assurde e illogiche pur di possedere la persona amata.

Come aveva fatto ad allontanarsi da lui? Come? Quando il solo pensiero di stargli lontana la faceva morire dentro!

«Hai detto di amarmi» le ricordò. Molto di più. Lo adorava, provava nei confronti di quel maschio una venerazione quasi totale. E non se ne vergognava affatto.

Non era soltanto amore, ma non sapeva come altro definirlo: “amore” come parola aveva dei limiti, riferimenti, e poteva spezzarsi oppure trovare senso o sinonimi, quello che legava lei e Roman era sconfinato, riusciva a non avere significato e non poteva essere rinchiuso in schemi prefissi.

«La verità è che ucciderei qualunque uomo si avvicinasse a te, oltre me. Mi stupisce che tu non l’abbia ancora capito» sussurrò, serio.

Doveva avere un debole per i maschi con l’anima da criminali e l’attitudine alla follia.

«Non ti libererai mai facilmente di me, Selene. Da quando ci siamo incontrati non faccio che inseguirti, mentre tu mi fai patire per farti mia.»

«Amami, Selene» continuò. «Bez tvayey lyubvI mne schast’ya net. Significa che non posso vivere felice senza il tuo amore.»


Tutto di te

«Pensi di poter vincere, contro di me?» la provocò. «Tu mi appartieni. Non ti lascerò mai andare. Chiamalo egoismo, chiamalo come cazzo ti pare. Se vorrai andartene, sappi che ti inseguirò sempre.»

Nevskij era una tempesta selvaggia, impossibile da rendere docile, ma questo significava amare: andare oltre il bene e il male, andare oltre i limiti imposti, con Roman l’amore era una continua lotta verso l’ignoto.

“Quando si tratta di te è diverso. Mi hai scritto sullo specchio del bagno che saresti potuta morire per me. Be’, io sono quasi morto per te e lo rifarei pur di proteggerti.”

Lui, sempre irresistibile, elegante, mai un ripensamento; lei, una ragazzina innamorata di un uomo feroce.

Accantonò l’idea che l’amore potesse definirsi “normale”. Con quel russo ogni emozione, anche la più banale, si trasformava in qualcosa di unico e assolutamente speciale.

«Non sono un uomo comune. Quante volte dovrò ripetertelo? A ogni tuo passo mi sentirei in dovere di proteggerti.»

«Come fai ad amarmi? »«Perché penso che tu sia così impulsivo da non sapere cosa fai!»

Era un campione quando si trattava di farle sanguinare il cuore d’amore.

Ora che ne era innamorata, tutto sembrava sbagliato. Persino lei si sentiva sbagliata per lui.

«Sei la prima persona al mondo che riesce a farmi provare il desiderio di scappare da quello che sono.» Selene aveva imparato come rispondere al “ti amo” in lingua russa:«Ya toje tebya lyublyu, ma non voglio che tu cambi o scappi da te stesso.»

Lei non avrebbe mai scelto un uomo pericoloso come lui, eppure era successo, dal primo sguardo, dal primo istante, era stata sua.

«No! Non so più cosa fare con te» ammise lei. «Ti ho dato tutto, ti ho amato, ti amo ancora. Ho distrutto ogni forma di morale per te, ma non è sufficiente. Sto male, non riuscirò a continuare ad amarti, Roman. Stai distruggendo tutto.»

Quel loro rapporto non era normale, era nato come un errore e si stava esaurendo come un errore.

«Ti amo» le sussurrò. «La mia vita ha un senso adesso, e questo è spaventoso.»

«Non ti ho mai negato nulla, né di me stesso, né di ciò che ho.» Ma Selene desiderava di più. Voleva trovare un posto nella vita vera di Roman, non le bastava sapere che lui c’era per lei.

Quell’uomo continuava a sfuggirle, inafferrabile come l’acqua, ma lei aveva pazienza da vendere.


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Roman

Non meritava quell’angelo, ma era arrivato a salvargli l’anima e non lo avrebbe rifiutato per dare credito ai suoi sensi si colpa. Lo perdonava, semplicemente, lo perdonava, e questo lo salvava dall’inferno. Mai prima d’ora aveva desiderato il paradiso, ora lo voleva, con lei.

«Vorrei poterlo fare, sai? Poterti dire ciò che vuoi che io dica, ma non posso» le confidò. “Ti amo, piccola luna.” Non poteva. Lei non conosceva l’orrore che faceva parte della sua esistenza, non poteva portarla all’inferno. Non se lo sarebbe mai perdonato.

Si era dimostrato possessivo con Selene e non era solito provare emozioni come la gelosia, l’invidia, il possesso. Erano estranee alla sua vita, perché aveva tutto ciò che desiderava.

Quella donna gli aveva ridato un’anima. La sua piccola luna l’aveva messo di fronte a se stesso e ora vedeva con chiarezza lo squallore di un’esistenza votata al male.

L’amore di una donna poteva rendere un uomo migliore. Non ci aveva mai creduto, ma ora la sua piccola luna era entrata a far parte di lui e si sentiva davvero diverso, in un certo senso, migliore.

A malapena in vita sua era stato amato da qualcuno, come poteva provare un sentimento così forte per altri? Rispettava l’amore, chi lo provava, ma non era un’emozione fatta per lui. Era apatico, avulso da questa realtà sdolcinata che tanti decantavano.


Alex

«Ho paura di quello che provo per te. Roman…è totale, e tu sei indistruttibile.»

“L’amore non ha limiti razionali. Dammi la possibilità di amarti, non avere paura di me.”

«Non voglio vivere senza di te» gli disse lei, prima di girarsi e baciarlo sulle labbra. «Non vivrai mai senza di me» la rassicurò. «Sono la tua condanna a morte.»

La tenne stretta a sé, e capì perché quella donna stava diventando tanto importante per lui. Non c’era nessuno a parte lei capace di farlo sentire in pace con se stesso e col mondo intero.

Roman non era più Roman da quando l’aveva conosciuta, era migliore, diverso, responsabile, più uomo di quanto non fosse mai stato prima, e tutto perché Selene con la sua innocenza e lealtà lo spingeva a dare il meglio di sé. Non l’avrebbe fatto per nessuno, soltanto per lei.

«Ti ho già perdonato, ma so che qualsiasi cosa mi dirai, non potrà mai cambiare quello che provo per te. Per questo ti amo.»

Ci aveva provato a dimostrare a se stesso di poter fare a meno di lei, ma aveva già perso la sua battaglia.

«Sei uni stronzo» lo insultò e lui sorrise. Totalmente, ma questo l’aveva sempre saputo.

«Non mettere muri tra noi. Io accetterò tutto di te. Anche le verità scomode o le atrocità. Non ho paura dell’uomo che sei…mostrami il meglio di Roman e il peggio. Saprò amarlo lo stesso.»

Voleva legare Selene a sé, la voleva nonostante i rischi che lei avrebbe corso unendosi a lui. Era un desiderio egoistico, ma non riusciva più a fare a meno di quella luce che Selene aveva portato nella sua esistenza.

“Mi spaventa amare così tanto qualcuno di cui non conosco niente, sai? Ma non posso farci nulla.”

Sempre così la sua piccola luna: fuori non mostrava che orgoglio e dentro moriva d’angoscia.

«Posso avere qualsiasi cosa io desideri» le mormorò nell’orecchio. «Hai ragione. Ma lo giuro sulla mia vita, Selene, sei tutto ciò che voglio.»


Nevskij

«Ho combattuto una vita per sopravvivere» le disse. «Mi sono sforzato di essere il punto fermo, la speranza e la via d’uscita di chiunque lo desiderasse, anche quando non ce la facevo. Dopo trentotto anni mi rendo conto che tu ora sei questo per me: rappresenti la mia libertà. Non ti lascerò andare.»

«Ti amo, è la tua arma contro di me. Usala, se ti fa sentire potente.»

La amava, con un’intensità da far impallidire persino la vergogna di essere diventato così dipendente da lei.

«Fammi dimenticare tutto. Solo tu puoi farlo. Solo tu riesci a farmi sembrare tutto sopportabile.»

«Non capisco niente di quello che è il tuo mondo, so solo che sono impazzita lontano da te. Non allontanarmi mai più, per un mese o per un giorno.»

“Io voglio te. Mi manchi, non riesco a respirare se non ci sei, non riesco a vivere se non mi ami.”

«Lo supereremo» le sentì dire. «No, piccola luna» le rispose. «Lo vivremo fino in fondo, insieme.»

“Non voglio un’altra vita, non la voglio perché ci sei tu a rendere speciale quella che ho.”

«Fammi rimanere da sola per un po’.» «Io…» «No, per favore» mormorò Selene, insistendo. «Per favore, Roman, fallo per me, se davvero mi ami. Fallo perché non riesco a respirare quando non ci sei e mi dimentico di farlo quando sei presente.»


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