A nudo


L’amore era qualcosa di importante, da soppesare e scegliere con cura. La controindicazione era il suo ritrovarsi spesso solo.


Forse dobbiamo entrambi ritrovare il sentiero per raggiungerci.


«Non voglio farti soffrire, Niyol, non ho mai voluto farlo.» Controllare il movimento del corpo. Fermare il maremoto dei sensi. «Lo so.» «Ma ti voglio troppo per impedirmi di volerti. So che dovrei allontanarmi da te, ma non posso, cazzo: non posso!»


Però, pensandoci, potrebbe significare che se si vuole davvero raggiungere una persona, il cuore di una persona, basta volerlo. Anche costruendo un arcobaleno come ponte.


«Per me è stato galoppare a briglie sciolte nell’erba alta e poi arrestarmi in una radura illuminata dal sole e sentire di essere arrivato a casa.»


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Non voleva dire nulla il non riuscire a smettere di pensare ai suoi baci, a come riuscivano a rapirlo dai suoi pensieri e trasportarlo in un altro luogo, a come potevano placare tutte le sue ansie, paure, cancellare per qualche minuto anche i ricordi.


Provava un dolore che non riusciva a spiegare, come un buco nel cuore, un vuoto, una mancanza che non sarebbe più riuscito a colmare, nonostante Niyol fosse ancora davanti a lui.


Vorrei… sussurrò, accarezzandogli la mano «vorrei anch’io mettermi a nudo, mostrarti tutto di me. Non solo il mio cuore.»


“Cosa c’era in quel bacio, Niyol? Davvero lo sai? Perché io mi sono ritrovato e mi sono perso mille volte solo in quel secondo. E non è quello che voglio provare.”


«Mi sono messo a nudo di fronte a te, lo sai. Devi solo fidarti di me e darmi il tempo necessario. Non ti basta sapere quello che provo io?» «E cosa provi, Alex? Perché io… io ti amo.»


 

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